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Selezione Volontari NSPS Aspic Emergenza - Prociv Italia Camelot-Him (2019)

Il Nucleo di Supporto PsicoSociale ASPIC EMERGENZA – CAMELOT-Him

Dopo molti anni di collaborazione in interventi per la la gestione delle crisi e delle emergenze, i professionisti soci dell'Università del Counselling U.P.ASPIC e di ASPIC Psicologia hanno deciso di consolidare la loro collaborazione costituendo un nucleo interno alla Protezione Civile.

Il Nucleo di Supporto Psico Sociale (NSPS) è un nucleo operativo di volontari dell’Associazione di Protezione Civile CAMELOT-HIM, costituito da figure professionali qualificate nei diversi settori del soccorso tecnico, sociale e sanitario - Counselor, Psicologi e Psicoterapeuti, Educatori, Mediatori Culturali, Operatori Sociali. Tali professionisti, al termine del proprio percorso formativo, di crescita personale e tirocinio presso l’ASPIC, hanno aderito a un progetto finalizzato alla previsione, prevenzione e al supporto psicosociale nelle situazioni di crisi e di emergenza, costituendo il gruppo NSPS di ASPIC Emergenza.

Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina dedicata a NSPS.

Adesione volontari 2019
Abbiamo ricevuto in questi anni di attività numerose richieste dai colleghi in merito alla possibilità di aderire al nucleo a Roma e/o in altre città d'Italia.
Per accogliere queste richieste, invitiamo i professionisti interessati (Counselor, Psicologi e Psicoterapeuti, Educatori, Mediatori Culturali, Operatori Sociali) a far parte del gruppo di volontari per l'anno 2019 a inviare la propria candidatura allegando il proprio cv scrivendo a emergenza@unicounselling.org.
Eventuali richieste in merito possono essere inoltrate via mail. Chi desiderasse essere contattato telefonicamente può inviare la propria richiesta e i propri recapiti.

Le testimonianze dei volontari
Crediamo che il modo più efficace per presentare il nucleo NSPS sia quello di ascoltare le testimonianze dei volontari ai quali abbiamo posto la domanda:
"Perché hai deciso di farne parte?"
Ecco alcune delle loro risposte.

Quando tendi una mano per condividere con l'altro i doni che la vita ti ha offerto, inizi a dare il reale valore e significato a quei doni.
Che sia quello che abbiamo, quello che sappiamo fare, che sia la nostra persona e presenza: qualunque siano le nostre ricchezze, non c'è cosa più gratificante e arricchente che condividerle con gli altri.
Ed è questo, "semplicemente", quello che facciamo come NSPS.
F.

Quando Amatrice fu colpita dal terremoto io sentii improvvisamente che volevo fare qualcosa e che potevo farlo. Il volontariato non mi aveva mai attratto ma quella mattina con le immagini in tv che raccontavano quella tragedia cambiai idea. Così cercai su internet un’associazione vicino casa e quando mi sono presentata ho subito detto di essere Counselor e di essere disponibile a dare una mano soprattutto nel sostegno psicosociale. Ho scoperto in quel momento che all’associazione partecipava anche A. e così è stato creato il primo nucleo di supporto psicosociale, composto da A da me e da R.
D.

Perché far parte di NSPS, Nucleo Supporto Psicosociale Aspic Emergenza CAMELOT-HIM? Sono un Counselor (Counselor Aspic) e alla domanda "ma chi te lo fa fare?" rispondo con la frase "Homo sum humani nihil a me alienum puto". Quindi in primis per porre le mie competenze di Counseling (ancora tanto da sviluppare) a servizio di chi si trova improvvisamente in situazioni critiche e poi, come ricordato da un collega Camelot, seguendo la nostra Costituzione che all'art. 4 recita: "Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società". Sono inoltre convinto che mi trovassi io in particolari situazioni ci sarebbe chi si alzerebbe a prestare soccorso: "credo negli esseri umani che hanno coraggio, coraggio di essere umani".
G.

Sono negli NSPS perché ho sempre sentito l'urgenza di essere di sostegno alla popolazione colpita da catastrofi naturali e non, direttamente e indirettamente. Un sostegno che superi l'attivismo delle primissime ore e che perduri nel tempo.
E.

La possibilità di "mettersi al servizio" degli altri nel momento del bisogno facendo ciò che si ama fare, partecipando e contribuendo al cambiamento.
M.

Lavorare insieme per chi è in un momento di difficoltà credo che sia un importante valore umano, nel NSPS lavoriamo insieme per gli altri e per chi lavora per gli altri ... Lo trovo ancora più umano e mi piace.
A.

Le motivazioni per cui ho scelto di far parte del nucleo NSPS sono le seguenti:
- fornire sostegno alle vittime (primarie, secondarie e terziarie) degli eventi critici;
- diffondere la cultura della prevenzione;
- garantire una comunicazione inclusiva (con particolare riferimento alle persone sorde) in emergenza
M.

Quello che facciamo È solo una goccia nell’oceano, ma l’oceano senza quella goccia sarebbe più piccolo (Madre Teresa di Calcutta).
Ciò che mi ha portato a scegliere un percorso come NSPS parte proprio dal desiderio di poter essere di supporto a quelle persone che già offrono il loro aiuto nelle situazioni d’emergenza, e che , almeno nell'apparenza, devono essere sempre forti e pronti ad essere d’aiuto per gli altri.
Lo stesso soccorritore ricerca il costante miglioramento di quelle che sono le proprie abilità tecniche e professionali, sottovalutando così la vita emotiva, ovvero i propri sentimenti e gli stati d’animo.
Essi vengono percepiti come un ostacolo e, per questo, devono essere circoscritti e arginati.
Il compito del soccorritore è quello di aiutare fisicamente ed emotivamente, attivando nelle vittime il recupero e una reazione positiva. Obiettivo primario degli interventi in emergenza, è infatti quello di fornire una base tranquilla e sicura a partire dalla quale si può recuperare un livello di equilibrio,in quanto le risposte di un individuo ad un disastro che sono di tipo fisico, emotivo, cognitivo e comportamentale.
E quello che potrebbe accadere è che da soccorritore si può diventare vittima della catastrofe, non solo perché si diventa potenziale ferito o vittima ma anche perché si può essere congiunto, parente o amico delle vittime appartenenti a quella determinata comunità o, ancora, pur non rientrando in queste caratteristiche, si è esposti crudamente agli effetti dell’evento.
In quest’ultimo caso, un’esposizione intensa e ripetuta, rende il soccorritore vittima di un trauma.
Ed ecco che con gli strumenti e lo studio , messi a disposizione con il corso NSPS questo può accadere, il soccoritore può avere anche lui il suo soccorso.
Questo mi ha colpito molto e ha fatto scattare in me il desiderio di far parte di un gruppo di NSPS.
I.

Le testimonianze dei volontari di Prociv Italia Camelot-Him
Ringraziamo i volontari dell'Associazione Prociv Italia Camelot-Him al cui interno opera il Nucleo di Supporto PsicoSociale Aspic Emergenza per le loro testimonianze che ancora più ci aiutano a descrivere il significato della presenza del Nucleo all'interno dell'associazione.

L'intervista a Ugo Gentile, responsabile delle emergenze di Prociv Italia Camelot-Him


L'intervista a Paola Bartoccetti, volontaria di Prociv Italia Camelot-Him


L'intervista ad Agostino Stagni, volontario di Prociv Italia Camelot-Him


L'intervista ad Andrea Cipollini, volontario di Prociv Italia Camelot-Him